L’avvento dei Social Network ha, senza dubbio, stravolto le nostre abitudini determinando il passaggio dal “web 1.0” al “web 2.0”.
Leggi tutto “Odio e offese online: social network e media online”

Data Protection Law | Privacy e protezione dati personali
Data protection officer specializzati nel nuovo regolamento europeo per la pr
L’avvento dei Social Network ha, senza dubbio, stravolto le nostre abitudini determinando il passaggio dal “web 1.0” al “web 2.0”.
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In questi giorni è stato affrontato un tema particolarmente rilevante, specialmente alla luce del ruolo assunto dai gatekeeper come Google e Facebook nella diffusione delle notizie online; alla luce di quanto accaduto in Australia con l’approvazione della rivoluzionaria legge che impone a Facebook e Google di pagare le news.
Non è nuovo, infatti, assistere alle diatribe tra i giganti della Silicon Valley e i “semplici” editori, con questi ultimi che vorrebbero ottenere un compenso dai primi per le notizie che vengono diffuse in open access al vasto pubblico degli utenti.
Nel XXI secolo, l’evoluzione della tecnologia ha portato alla diffusione di innumerevoli dispositivi in grado di connettersi alla Rete e di modificare ed espandere la realtà umana. Le reti di telecomunicazione e le tecnologie di Internet e i Big Data, in particolare, hanno registrato una crescita tecnologica che difficilmente trova paragoni in altri settori e sono divenuti un elemento irrinunciabile della nostra vita quotidiana[1], tanto da arrivare a parlare di cittadinanza digitale.
Come noto, il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE)[1] “ha come obiettivo il fornire ai medici, e più in generale ai clinici, una visione globale e unificata dello stato di salute dei singoli cittadini e rappresenta il punto di aggregazione e di condivisione delle informazioni e dei documenti clinici afferenti al cittadino, generati dai vari attori del Sistema Sanitario.
La tristissima vicenda della bambina di Palermo, deceduta per strangolamento per aver partecipato ad una scellerata estrema challenge sulla piattaforma più rinomata tra i giovanissimi Tik Tok, fusa con Musical.ly e creata dall’azienda ByteDance, rappresenta lo spunto per affrontare la comunque non nuova necessità di regolamentare l’utilizzo consapevole del web da parte dei minorenni, e in particolare la presenza dei minori sui social, atteso il significativo numero di suicidi di giovanissimi o di atti di autolesionsmo, in conseguenza della partecipazione a sfide sui social network; non è lontano, invero, il ricordo del terribile caso del “Blue Whale” su Reddit.