Si può essere condannati da un algoritmo?
Ebbene sì! È quello che è accaduto negli USA nel febbraio del 2013 a Eric Loomis.
Loomis, cittadino statunitense, stava guidando un’automobile usata durante una sparatoria nel Wisconsin e per giunta non si era fermato al controllo della polizia. Il giudice, nello stabilire la pena da comminare, ha tenuto conto anche del punteggio assegnato all’imputato da un software chiamato Compas. Per tali fatti Loomis veniva condannato alla pena particolarmente severa di sei anni di reclusione e, pertanto, i risultati di un algoritmo venivano utilizzati quale elemento determinante per quantificare (in peius) la pena inflitta all’imputato.
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