Critiche GDPR. L’Amministrazione Trump contro il nuovo Regolamento EU: “Il GDPR é troppo vago”

A meno di una settimana dalla sua entrata in vigore il GDPR è già divenuto il bersaglio di pesanti critiche provenienti da oltreoceano.

Ieri il Segretario al Commercio degli Stati Uniti, Wilbur Ross, è intervenuto personalmente sul tema, pubblicando un articolo sul Financial Times, nel quale ha espresso tutti i dubbi e le preoccupazioni dell’amministrazione Trump conseguenti all’entrata in vigore del nuovo Regolamento Europeo sulla tutela dei dati personali.

Critiche GDPR: Ross non risparmia forti critiche al GDPR

Pur scegliendo un incipit conciliante nel quale a nome di tutto il governo americano si congratula con con il lavoro svolto dal Legislatore Europeo per giungere all’emanazione della nuova normativa, Ross non risparmia forti critiche al GDPR, arrivando ad affermare che lo stesso possa creare barriere “non necessarie” al commercio , oltre che rappresentare, in linea generale, un ostacolo alla cooperazione internazionale in tutti i settori, dalla ricerca scientifica (e medica in particolare) alla cooperazione di polizia ed antiterrorismo.

Secondo il Segretario, poi, i costi per le aziende americane per risultare “complying” (conforme) alle nuove norme sarebbero proibitivi, soprattutto per quelle di piccole e medie dimensioni che rischierebbero di essere completamente escluse dal mercato europeo.

Infine, senza alcun imbarazzo, Ross non nasconde le perplessità dell’Amministrazione Trump in relazione ai contenuti stessi del GDPR, che si racchiudono in due emblematiche frasi:“GDPR creates serious unclear legal obligations for both private and public sector entities, including the US Government. We do not have a clear understandig of what is required to comply” (il GDPR crea obblighi legali gravi e incomprensibili sia per il settore privato che pubblico, compreso lo stesso Governo Americano. Noi non abbiamo una chiara comprensione di cosa è richiesto per essere conformi) e che portano il Segretario a concludere il discorso, richiedendo un intervento tempestivo delle autorità europee al fine di fornire norme più chiare e che siano in grado di “supportare investimenti ed innovazione”.

Critiche GDPR: principio di responsabilizzazione risk based

Insomma, parole severe per il GDPR e per l’Europa ma che in fondo non sorprendono.

Il nuovo approccio del Regolamento, effettivamente, vuole realizzare una tutela più sostanziale dei dati personali attraverso un principio di responsabilizzazione risk based (il cd. principio di accountability) che, invece di imporre l’adempimento di regole giuridiche generali e preconfezionate, impone al responsabile ed al titolare l’adozione di misure di sicurezza effettive, da individuare caso per caso sulla base di un’analisi preventiva dei rischi connessi ai singoli trattamenti. Non resta, quindi, che vedere come risponderà il Garante Europeo.

Lucrezia D’Avenia

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